Come da tradizione ormai consolidata, anche quest’anno i corsisti della sede Massari hanno partecipato con entusiasmo alla sedicesima edizione del Bif&st, festival internazionale di film e TV, che colora la città di Bari per una settimana ricca di eventi a tema “celluloide”. Quest’anno si è scelto di assistere alla proiezione del documentario “Federico Faggin, l’uomo che vive il futuro”, mediometraggio in cui il regista Marcello Foa racconta le sfide e i successi del fisico e imprenditore italiano figura di spicco della Silicon Valley, padre del microprocessore, senza il quale non avremmo potuto utilizzare la tecnologia del touchscreen. Il film si sviluppa attraverso spezzoni di interviste in cui Faggin ripercorre i suoi primi passi nel mondo dell’elettronica, quando ancora diciannovenne, negli anni ’60, costruì in autonomia il suo primo computer e iniziò a lavorare per la gloriosa Olivetti, per poi divenire uno studente di fisica e dare reale avvio alla sua ascesa nel mondo della microelettronica, di cui può essere considerato il padre indiscusso. Il documentario di Foa non parla solo di tecnologia e scoperte, ma approfondisce l’aspetto umano del fisico, il suo rapporto con l’amata moglie Elvia e una serie di riflessioni sulla vita e la coscienza umana senza trascurare il mondo dell’intelligenza artificiale.
L’esperienza degli studenti non si è limitata alla proiezione, poiché gli stessi hanno avuto anche l’opportunità di immergersi nella storia del cinema italiano visitando la mostra denominata “Sergio Strizzi. Il momento perfetto”, allestita presso la Camera di Commercio di Bari fresca di restauro. La mostra ripercorre la storia del cinema dagli anni ’50 al 2000 attraverso 78 scatti tratti dai set di film di grandi registi italiani e internazionali, tra cui De Sica, Antonioni, Monicelli, Petri e Rosi. Le fotografie dei set sono davvero iconiche, poiché Strizzi non è stato solo un semplice fotografo di scena, ma un artista dell’immagine, come scrive Ivan Cotroneo nel testo “La differenza”. I corsisti, guidati dalle docenti, si sono lasciati incuriosire e hanno imparato a riconoscere e familiarizzare con i volti degli attori e registi divenuti figure cardine della cultura italiana.
Mariateresa Lerede
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